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Il concorso, lanciato da ArchiBIT e progetto AzzerØ, vuole inviare un segnale molto preciso: individuare i nuovi territori, quelli più fertili, dove trovare nuove strade per ripensare alla città con immaginari diversi. Il mondo occidentale sembra ormai saturo di costruito e ciò comporta un ripensamento del vecchio modo di vedere lo spazio della città urbana. L'immagine di una città ha bisogno di rinnovarsi in continuazione così come l'identità di una persona. Quest'esigenza, che si sposa con il rinnovamento politico di una gestione cittadina, trova nuovi contenuti sostanziali e formali con la crisi del costruito che sta pervadendo la civiltà occidentale degli ultimi tempi. Ed è per questo che l'effimero ed il temporaneo sono per noi nuovi valori e obiettivi della nuova società che si sta costruendo. Alla ricerca di un'arte ed un'architettura disimpegnata, la richiesta del bando verteva ad ipotizzare scenari di un futuro prossimo di Roma, oltre la soglia del presente giubileo, tentando di capire dove potranno essere apportate le nuove forze lavorative. Come già avviene, forse in forma inconscia, ma neanche troppo, le metropoli subiscono rivoluzioni d'immagini sempre più frequentemente. I mezzi di queste piccole e frequenti rivoluzioni non sono più rappresentate dall'edilizia (oggi, sempre più episodi singolari circoscrivibili in piccole nicchie di potere, vedi il fenomeno dello starsystem) ma da altri strumenti che sono i cartelloni pubblicitari (vedi l'interesse politico che comincia ad esercitare), allestimenti temporanei (in occasione di festività o avvenimenti speciali), feste/happenings organizzate nella città, occupazione di suoli pubblici, vetrine commerciali di grande richiamo. Insomma molti episodi nati sotto l'iniziativa sporadica di alcuni si sono tradotti immediatamente in nuovi modi di comunicare se stessa, modi certamente artistici, che la società ha prontamente acquisito. Questi intenti si differenziano da una progettazione rivolta alla cristallizzazione della forma ed invece si orientano verso una riscoperta continua e metodica del mutabile, della relatività, forse anche del superfluo. Per questo, ArhiBIT e progetto AzzerØ vogliono incoraggiare questo cammino ed esplorare territori, che simultaneamente possono rappresentare la ricerca e la concretezza nello stesso tempo. Il concorso si pone come un primo tassello, tra l'altro riuscito e con ottimi risultati, per credere nella necessità di guardare e vivere diversamente la propria città, Roma in questo caso. m. d. |